Cessione del quinto a dipendenti privati

Come possiamo immaginare se decidiamo di ricorrere a un prestito con cessione del quinto il nostro datore di lavoro gioca un ruolo fondamentale – spesso decisivo – per il successo della richiesta. I dipendenti pubblici e statali sono i più favoriti in questo senso, in quanto lavorano per enti pubblici che pagheranno puntualmente le rate, e non possono chiudere o fallire. Il discorso cambia invece per i dipendenti privati, in quanto assunti da un’azienda che può mandarli via in qualsiasi momento – anche se sono titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Per tali ragioni la banca effettuerà dei controlli scrupolosi sul nostro datore di lavoro, per accertarsi che sia affidabile finanziariamente. È ovvio che gli istituti di credito saranno restii a concedere un prestito a un dipendente di un’azienda poco redditizia, o che negli ultimi tempi si è vista costretta a licenziare parte del personale – in questo caso infatti anche la nostra posizione potrebbe essere a rischio. Inoltre andrà ad analizzare la nostra posizione lavorativa, facendo riferimento al Tfr che abbiamo maturato al momento della richiesta, e prendendo in esame la tipologia e la scadenza del nostro contratto. Sarebbe preferibile essere titolari di un contratto a tempo indeterminato, ma non è indispensabile.

Il valore del prestito, ovvero la cifra che possiamo richiedere, in questo caso è contenuta. Solitamente il tetto massimo previsto in queste circostanze è di circa 55 mila euro. Non è detto però che tutti possiamo ricevere tale somma. Prima di elargire il finanziamento la banca eseguirà dei calcoli minuziosi per stabilire quanti soldi prestare al richiedente. A influenzare tali conteggi sono: l’affidabilità dell’azienda per cui lavoriamo e la sua fatturazione, il tipo di contratto che abbiamo (con un occhio di riguardo per i tempi di scadenza previsti), l’ammontare della nostra paga mensile (in quanto la banca può ricevere solo il 20 % del suo valore ogni mese, al fine di vedersi restituire i soldi spesi), la nostra anzianità lavorativa e il Tfr – ovvero la liquidazione – che abbiamo accantonato nel tempo.

Maggiori informazioni nel seguente articolo per conoscere ulteriori dettagli circa i prestiti con cessione del quinto per aziende private.

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